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Recensioni alle opere pubblicate

 

Recensione al Racconto breve: "Stato di Confusione" di Nina Poidomani.

A cura di Rosario Lavorgna*

Un racconto eccezionale quello di Nina Poidomani, 22 anni, da un'isola meravigliosa come la Sicilia. Nel suo breve, ma significativo racconto ha intensamente espresso lo "stato di confusione" della sua anima esposta per intero alla saga dell'immagine e delle maschere di questo neonato terzo millennio. Frasi sentite, sussurrate all'uscio del cuore di tutti noi viandanti in questo mondo 'sine meta'. Due pagine uniche nelle storia individuale di una persona che si trova, così per caso, a trascrivere in un flash back mentale di ciò che è, dopo essere stata ciò che voleva essere. Una 'conditio sine qua non' l'essere post moderno, afflitto da tante problematiche virtuali e pseudo tali, non sarebbe capace di esprimersi. La virtualità, il mondo libero e liberticida per antonomasia brama le sue vittime, le quali poi si destano da quell'incubo ad ogni aperti. Una droga, la droga dell'obsoleto XX secolo, trasformata in dipendenza virtuale. Tossici da chat, dipendenza di ciò che si è verso ciò che si vorrebbe essere. Suggestive e sintomatiche le descrizioni visuali e intuitive di Nina che incorre nella quasi distruzione di un rapprto familiare a causa di una incomunicabilità apparentemente incolmabile, segnata dalle lancette di una sveglia che suonano "l'ora X" verso la solitudine e l'incomprensione dell'assenza. Bellissima anche la descrizione della "finta amicizia" di una persona che le propina l'ingresso nel vortice delle chat on line; un mondo dove la meschinità, l'ipocrisia, la falsità ideologica e verbale regnano incontrastate nello sconfinato pianeta parallelo di Internet. Vorrebbe accontentarsi, Nina, "della disciplina della terra" del regolare scorrere del tempo, della normalità di un rapporto con un mondo sempre più idolatra, ma non vi riesce. Il 'rifugium peccatorum' , Lo stato di confusione è tale e tanto da compromettere anche lo stesso flusso regolare dei pensieri come delle parole. Allora si corre verso la spasmodica ricerca della virtualità, verso un mondo al quale mentire senza ritegno ed aspettarsi altrettanto. Poi, però, il ritorno alla realtà contingente è sempre amaro, e: "mi alzo più vuota di prima". Suggestiva la descrizione del rituale della cucina, dell'angolo, della madre, della "birra scadente" consumata con che le ha dato la vita. Attimi di dolore, di angoscia, di frustrazione, sono sempre il preludio di una grande riscossa. (4.06.01 ore 23:44)

 

* Giornalista editorialista direttore responsabile di V@ltelesinanews.com   "(quotidiano telematico d'informazione) vice direttore responsabile di "Athenaeum" (mensile dell'Accademia Partenopea di politica e cultura e costume)