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nina.gif (24212 byte)Nina Poidomani

22 anni, siciliana... poidomani@tin.it

Scrivere-Letter@tura 2000

a cura di www.valtelesinanews.com

Un 2° Breve Racconto

Leggi il primo racconto

Allibisco: una sera fra le 18.00 e le 21.00

Sono quasi le 18.00 sono passati due giorni da quando sono tornata da Roma, e ho ancora addosso il suo fuso, che non è reale ma ti si attacca dentro lo stesso. E' sprecarmi andare a letto? Infondo ho 22 anni le ragazze normali si stanno preparando la tutina una misura più piccola per andare in palestra, oppure sono dall'estetista, ma ho la testa come una mongolfiera mi rimbombano le parole dei ragazzi al bar ''oggi la giornata è come te'', io gli rispondo che il giorno non è bello per tutti, ma ho solo bisogno di non pensare starmene a letto a guardare quello che fanno gli altri, inerte a subire. Comincia la lotta al programma che annoia di meno, ma non è facile trovarne uno, i capisaldi di mediaset e rai mi danno una botta di cultura aggiornandomi sulle ultime notizie : Vittorio Sgarbi si sposa, la Pandolfi lascia Pezzi; ma so già che domani ritratteranno. Raidue telecamere niente di più deprimente, Raitre Geo&Geo non pensavo che il pianeta potesse annoiare, alterno i canali che il mio telecomando mi permette di vedere a dosi di cinque minuti fin quando il loro effetto soforifico mi permette di vederli, e così arrivo al tragico pensiero che anch'io potrei farmi la tv via cavo: allibisco. Cominciano i telegiornali minori subisco studioaperto mi ritrovo davanti Emilio Fede, non reggendo il colpo preferisco un Batticuore della Panicucci, fin quando non arriva una situazione davvero imbarazzante, mi vergogno per due ragazzi di 15 e 16 anni, così tanto che forse raccontarvi il perchè sarebbe pornografia: allibisco. Nel frattempo a reti alterne e persino nelle stesse famiglie continua la sagra dei quiz televisivi, niente di più snervante, ognuno di loro promette solo noi facciamo vincere i miliardi nel frattempo la gente si sbuttana per perdere all'ultima domanda di una donna sfortuna direi, 2001 odissea nello spazio una bella prefigurazione di Kubric. Tolgo l' audio è guardarli ammutoliti li rende dei comici, comincio a leggere Primavera Nera ma il mio mal di testa non mi permette di seguire l'idioma di Miller. Alle venti dovrei alzarmi per uscire con i miei ''impegni di famiglia'', famiglia un concetto così astratto e irreale molto presuntuoso, idealista e poco liberale, farò finta di dormire infondo e del tutto plausibile guardando la televisione a quest'ora. Allibisco: i miei ci sono cascati. Devo aspettare un'ora per vedere un film, quand'ero piccola i film cominciavano alle 20.00 è incredibile come l'asse temporale si sia spostato di un 'ora in 10 anni, fra un decennio dovremmo aspettare le 10.00 per un film in prima serata, la mattina in ufficio sempre più sballati spero almeno questo ci porti a capire l'assurdità di darci degli orari e un giorno di sole ventiquattrore, potremmo vivere il doppio, e il triplo se solo volessimo. Aspetto La scuola di Orlando pensavo di trovare una poesia del terzo stato simile a Ferie d'Agosto, o forse è tutto colpa dell'attesa e di Leopardi se sono rimasta delusa del film. Quando invece affitti una video non aspetti la fine del telegiornale quindi qualsiasi cosa ti propone la scatola nera è accettabile. La scuola una via di mezzo fra ''Io speriamo che me la cavo'' e ''L'emile''. Eppure abbiamo una cosa in comune io e il professorino comunista depresso che divide la classe in proletari e capitalisti, anche lui da piccolo allibiva, io allibisco a 22 anni ma l'importante e stupirsi, io che penso sia più ipocrita e irrealista impugnare le armi in nome della comunione, l'uguaglianza e la fratellanza anche se voi non siete daccordo. Subisco per due ore una sferzata di retorica l'alunna con i lividi sul braccio, la nuova collega sua ex alunna e fiamma, e la conferma che quegli anni così importanti vivendoli diventano come gli eserciti, le legioni, un numero indefinito di sconosciuti, speranzosi, protagonisti, a volte minimalisti, finquando non si scopre che quell'altro non così differente dagli altri e stato trovato morto, si lui che voleva vivere come una brezza c'era riuscito davvero. Non è difficile fare commuovere parlando di sentimenti comuni e frasi fatti, mi domando se sia giusto ed etico, parlare di ragazzi che muoiono in paesi che non cambiano mai, loro gonfi di alcool e altro : allibisco, anche il mio e un paese che non cambia mai. Oggi apro il Gionale di Sicilia e vi trovo la foto di un caro amico, ''spacciatore arrestato per 120g di erba". Ma cerco di non pensarci, oggi, come sempre, vivo, sopravvivo fra le genti, fingendo, di essere, di divertirmi di vivere, e non è un bel vivere. Dopo quelle ore infinite che sfiniscono, fretta di tornare a casa come in un tempio solo tuo che solo tu conosci che solo lui capisce, è dopo qualche minuto sai già che è tutto inutile, è così non ciò pensato mai neanche un minuto, un secondo morto, nei ''auguri'', ''allora festeggi'', ''quanti ne fai'', o quanti ne hai uccisi sarebbe meglio. E nel mio tempio ho aggredito come sempre la dea suprema che dà vita e a me l'ha donato, ''arrivederci, fattene'' e lei ''vent'anni fa'' ma questo sconto peggiora un pò le cose. Poi a letto, un orario strano per andare a letto a quest'ètà ma oggi ho un anno di più forse è giusto riposarmi dopo tutti questi anni di svogliatezze, ricercatezze mai trovate di felicità o comunque solo dopo considerate tali, e poi un'ora di riempi tempo di gente che noi guardiamo gratis, che loro prendono i miliardi e a noi non danno niente che siamo i veri generatori di quella scatola di soldi. E allora almeno in questo giorno consacriamo l'unico vero valore, viscerale e surreale perchè sunto di sensazioni di odio, gioia, è tutti i sensi e sentimenti, la poesia, di Morgan la dissoluzione, lette d'un fiato in un'ora buia, di leggere per non pensare è pensare solo a cosa vere, e sottolineare che a volte ''è meglio immagginarsi che viversi''. E ancora ora mentre Battiato mi canta, la stufa mi riscalda è per non pensare, ma è una cosa poi così grave. Penso a quello che non si ferma inesorabile questa frazione che è già passata, quel lasso di tempo fra passato e futuro, ma intanto il passato è l'unica certezza, perchè il presente è così fuggevole che non lo si quantifica e percepisce quasi in un'irrealtà continua, il passato forte delle nostre tre infrastrutture, torri, ponti, e fantasie, è lì a tormentarci e cullarci, e lo sarà per sempre, e le cose belle saranno sempre più belle e le brutte sempre più brutte, nonostante ogni volta troviamo meno cose nella tasca dei ricordi. Ventidue anni. Se sospiro bene e forte a bocca aperta, e lascio scivolare l'ossigeno infondo, sino alle viscere li sento ad uno ad uno questi 22, 22 fratelli moltiplicati per 8030 giorni, un genio cantava ''anche per quest'anno non mi sono suicidato'', vediamo se lo dirò il prossimo anno, ma lo dirò troppo codarda è una certezza il carattere non si piò cambiare dna, come si chiama cocciutaggine ,egoismo, amor prorpio, tanto più di difetti che neanchè si vedono, anzi si esaltano, adorano, estetizzano ''per sentirmni vivo in tuti i miei sbagli', e così anche se sembrerebbero pensieri puri, non lo sono, perchè cerco sempre di non pensare a quei fratelli, fingo bene. Vomito: l'anima, i ricordi, quei giorni a mare, una golf bordò, no c'è n'era anche una blu, si distinque bene nel giallore, fil di capelli amati, sento ancora il profumo fra l'acido un odor d'albicocca, vomito, tequila, e blus e jans rubati, e avercela fatta Sampieri-Scicli quarantacinque minuti. Vomito: Baudlaire e i fiori del male, Oasis e il fatto di averci creduto Don't look back in anger, Well whath the story morning glory, e averci invece ancora sperato così vomito di nuovo, la storia di un giorno di gloria che non è mai arrivato. Vomito: giornate uggiose, anzi propio bagnate, uscire subito dopo la pioggia, vomito quell'odore d'acqua dolce, e l'umida nelle osse che sento ancora seduti su quella panchina io e lui sempre, a ridere a raccontarci barzellette pieni di turpiloqui, perchè quello erano, non espressini usate dai giovani, per ridere ridere e non pensare, non parlare seriamente se non qualche secondo fin quando arrivava un singhiozzo e il silenzio assordante. Vomito: una sciarpa e un cappello uguali tanto amati, li metto ancora. Vomito: sull'incomprensione, sul dire No e poi un Si non pronunciato. Vomito: vino targato 1979, bevuto nel 1996 che berrei ancora nella stessa casa, con la stessa persona con lo stesso vomito, ma non con le mani vuote e la testa piena. Vomito: se penso che non so dove sei, e se sei, se sai che so, se hai sempre saputo, se hai riso, o mai. Vomito: che non ho più budella, ma nè avrei ancora cose da vomitare, lo devo dire: vomito l'essere punita per delle leggi che si rispetto ma non per forza e per sempre si ha la forza e la voglia di ubbidirle. E qui lo dico e non lo nego è vero. (6.06.01)

Leggi "Stato di Confusione"

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