STUDI DI AMERICANISTICA - ROBERT LEE FROST
L' ermeneutica della natura
DI ROSARIO LAVORGNA
Introduzione
Il desiderio e l'esigenza culturale di trattare un autore come Robert Lee Frost non nasce da un mero interesse letterario per la cultura americana del '900, ma dalla impercettibile ansia di far luce su uno dei più grandi poeti dell'età moderna.
In letteratura è più che consueto esaltare autori la cui orma storica rimane e rimarrà indelebile, a scapito di altri che, pur nella loro pregevolezza, rischiano il confino culturale, relegati in quei quattro righi che le enciclopediche pubblicazioni concedono loro.
Questo non sarà forse il caso di Frost, ma resta il fatto che paragoni o similitudini ipotizzate con i grandi rappresentanti della letteratura moderna e contemporanea del calibro di T.S. Eliot ed E. Pound, hanno sempre finito per minimizzare la sua arte, esaltando, viceversa, quella modernità così tanto sfrontatamente agognata ed ostentata fatta di espedienti surrealisti attraverso un linguaggio d'avanguardia o, come si ode chiamarlo: imagista.
Annoverare, quindi, nella rosa dei grandi della modernità autori come Frost, rischia di affievolire quell'impulso antiromantico che il modernismo ci rivela, quella volontà di distruggere il periodo Vittoriano dei "Great Names".
Quel fantasioso mescolio di sentimenti romantici e visionari, l'acutezza delle giustapposte metafore, fanno di Frost il maggior esponente di una letteratura sobria, tendente al bello, all'essenziale, incidendo su carta i migliori sentimenti poetici di una età ormai passata con tono e dizione prevalentemente moderni.
Merita, quindi, in pieno di essere esaltato per il suo genio, la sua arte, sottile e vivida testimonianza della natura, della scienza, dell'uomo, ago della bilancia fra le due realtà misteriosamente contrapposte.
La fluidità dei suoi versi non ha niente a che vedere con i complicati aforismi di Eliot, con i tentativi linguistici di Pound, come il suo sentire lirico, il suo immaginare l'idea non può porsi sullo stesso livello del sentire/immaginare/rievocare di Wordsworth.
Il suo colloquiare in rima "Yankee" pone la differenza tra il sentire ed il vivere, tra lo scrivere e l'immaginare da cui R. Frost trae la forza esplosiva di presentarci il suo paese , la sua vocazione all'arte semplice, al concetto eloquente.
Le pennellate di vita quotidiana, le persone e le cose che egli osserva, il ritrarre con colori accesi il paesaggio che lo circonda, lo stemperare le idee che sopraggiungono come un torrente in piena è segno distintivo che l'arte, la poesia e la vita vengono fuse insieme per crearne uno snodarsi di parole e di suggestioni la cui incommensurabilità non è stata ancora pienamente riconosciuta.
Questo studio su Frost non è altro che la volontà di affermare un'idea, di soggiogarla, di dirigerla verso la purezza dell'arte, ad esplorare la natura ed il senso di essa attraverso l'opera e l'idea di un uomo/poeta affascinato e terrorizzato da essa.
L'essere il vivere ed il sentire, le basi su cui Frost edifica l'idea/poesia, l'immagine per antonomasia di ciò che gli occhi ed il cuore ancora riescono ad intravedere nella natura umana.
L'Autore
IndiceINTRODUZIONE
NOTA BIOGRAFICA E PRODUZIONI LIRICHE
CAP.1: TEORIA POETICA: "The fresh vitality of Nature= The sound of Sense"
CAP.2: FORME-SIGNIFICATO ED IMPULSO POETICO: "The perfection of poetry"
CAP.3: IL SENTIMENTO E L'AMORE NELLA POETICA DI FROST
CAP.4: NATURA E ARTE PASTORALE: The Romantic Way"
CAP. 5: FROST: IL POETA MODERNO: " A way between Imagism and Simbolism"
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
Nota biografica e Produzioni liriche
Nato, a San Francisco California il 26 Marzo 1874, Robert Lee Frost è universalmente conosciuto come il principale interprete del New England.
Nel 1892 entrò al Darmouth College, ma vi permase pochi mesi decidendo di lasciare gli studi e di guadagnarsi da vivere.
Nello stesso furono pubblicati i suoi primi versi in "The Indipendent"", ma le sue liriche estremamente pervase di "Soil Flavor" non furono apprezzate dagli autori che le rifiutarono, come indegne espressioni del suo tempo.
Per venti lunghi anni continuò a scrivere restando nell'ombra, completamente sconosciuto nell'universo letterario di quel periodo, che pullulava di stelle.
Nel 1897 si trasferì a Cambridge per continuare gli studi. Dopo pochi anni smise in favore di una sua vecchia passione: insegnare.
Insegnò per alcuni anni nel New England, curando contemporaneamente anche l'edizione di un settimanale, ma nel 1900 la sua vocazione agreste prese il sopravvento, trasformando il suo sentire lirico in una attività umana ben più pratica che vocazionale.
Tenacemente attaccato a quei colli a cui dedicava il lavoro quotidiano, Frost fu vinto dalla solitudine e dal fatto che il mondo letterario continuava a non accorgersi di lui.
Adirato ma consapevole di questo rifiuto cercò fortuna altrove trasferendosi in Inghilterra con tutta la famiglia.
Per la prima volta nella sua vita Frost visse in un mondo letterario fatto di correnti poetiche che sorgevano e si dissolvevano in poco tempo.
Il clima britannico era sicuramente più favorevole di quello di oltre oceano, più attaccato alle tradizioni letterarie e molto meno sperimentale di quello a stelle e strisce.
Da questa interiorizzazione del concetto letterario inglese, segue l'amicizia con Edward Thomas.
L'opera che lo fece acclamare come il rappresentante delle autentiche voci poetiche moderne fu:"A Boy's Will".
L'opera, apparentemente autobiografica, evidenzia l'autore non ancora in possesso del suo idioma, ma già sono ben delineati i caratteri distintivi della sua voce poetica.
Nella primavera del 1914 Frost pubblicò: "North of Boston", uno dei libri più intensamente americani mai stampati, da molti considerato il suo capolavoro, da altri semplicemente l'inizio di una mirabile ascesa al successo che, di lì a poco, lo vedrà protagonista suo malgrado.
Questo è come dal poeta stesso descritto, un libro di gente costruito sulle suggestioni dei simboli: un muro di pietre, una casetta di campagna, una macina, una montagna.
"North of Boston" è il primo mirabile esempio di poesia, di una creazione estetica, di un sentire interiore che esplode spianando la strada a quell'affollarsi di idee e suggestioni da cui l'autore attinge sicurezza e stile.
Ricco nelle sue attualità, nei valori spirituali, ogni verso racchiude una doppia forza di osservazione e di valori nascosti.
I monologhi e gli idilli, anche se scritti in un "Blank verse" loquace, stabilisco il rapporto tra il linguaggio nativo e quello letterario, rispecchiando realismo, potere assoluto di descrivere un'azione senza fotografarla.
Una volta Frost disse: " Ci sono due tipi di realisti: quelli che offrono un bel pò di sporco con la patata per mostrare che è vera patata, e quelli che sono soddisfatti della patata pulita. Io sono di questo tipo. Per me l'arte deve purificare la vita, delinearne le forme ".(1)
Nel 1915 Frost tornò in patria stabilendosi nel New Hampshire.
"North of Boston" era stato pubblicato anche in America, grazie alla sollecitudine di Ezra Pound che aveva molto apprezzato lo stile e gli intenti del connazionale.
Molte Università gli conferivano titoli onorifici, proclamandolo "Professor in Residence" ad Amherst.
In "Birches" e "An old Man's Winter Night " l'idioma è lo stesso dei primi volumi, ma le note sono più variegate, il potere lirico si intensifica, l'affermazione diviene più forte.
(1) E. Isaacs, "An introduction to Robert Frost", A. Swallow, Denver, 1962- pag. 30
I versi schiudono delicate sfumature nel modo in cui presentano una scena, evidenziando il fattore notevole delle liriche e l'impossibilità di qualsiasi chiarificazione.
Lo stesso autore parlando di se stesso disse: " Se devo essere classificato poeta, mi si definisce un " Syneddochist", poiché preferisco la sineddoche in poesia ".(2)
Nel 1923 ottenne il "Pullitzer Price" con il volume "New Hampshire "
In questo libro le qualità distintive del poeta sono la capacità di associare la vigorosa vita di "North of Boston " e la diffusa giovialità di "Mountain Interval ".
Da una lettura attenta di quest'opera scopriamo che essa è pervasa da puro classicismo: il poeta sembra aver abbassato la voce come in un sussurrio riverberato, lasciando la forza espressiva delle sue convinzioni.
Le poesie più lunghe le "Notes" si classificano con i monologhi narrativi nel "North of Boston".
Le "Grace Notes" raccolgono i versi più belli che siano mai stati scritti da un poeta americano.
In esse, non solo l'autore fonde passione ed arte, ma sono il punto di approdo di un sentire profondo, interiorizzato sino ad esplodere, provocando una emorragia di stile e di bellezza.
"Stopping by woods on a snowing evening" è l'esempio più mirabile di come una poesia possa essere afferrata non solo dalla
(2) J. Gould, "Robert Frost: "The aim was song", Dodd, Mead &Co.N.Y,1964 -pag.326
memoria degli uomini, ma come possa provocare in essi sensazioni tanto forti da lasciarla indelebile nel cuore, ricca di tanta umanità poetica , che una volta letta non si dimentica.
I "Collected Poems" lo riportarono alla ribalta con il secondo Pullitzer Price e, fu proprio in questa occasione che Frost si assicurò l'immortalità poetica.
Un altro snodo cruciale della sua attività poetica fu certamente "West Running Brook", dove il senso lirico raggiunse sfumature impensabili.
Dotato di un senso profondo e sottile, bisogna leggerlo più volte per interpretare in pieno il segno e le idee che Frost ci suggerisce.
Quì l'autore non riesce a rappresentare un personaggio o un ambiente rurale senza sentire il bisogno di comunicare ad esso la sua filosofia, i cui accenti ironici non riescono a nascondere una grevità morale.
Nelle sue opere il lettore non si imbatte solo,nella mera tecnica e pensiero portante, ma in un ardente ed unificante emozione che è peculiare di Frost.
Egli è attratto dalla quiete mentale, dalla serenità, dal lavorio isolato ed omogeneo, senza quel chiasso eterogeneo della cultura emergente.
"West Running Brook" è frutto di riflessione sulle opere precedenti,
di rielaborazione metrica e sintattica, di un potere lirico ritrovato e rafforzato alla luce dei precedenti capolavori, con numerosi richiami autobiografici.
Amy Loowell sostiene che: "non c'è poesia che non abbia San Francisco per sfondo, ne sembra esserci poesia che non abbia riferimenti con la sua vita passata" (3)
Le crudeltà umane, la solitudine, l'isolamento personale inteso in senso
di alienazione, trovano nelle sue opere la completa e melodrammatica interpretazione.
Egli si propone a noi attraverso la tristezza in "Bereft" e "Once by the Pacific", l'oscurità propensa ai ricordi di "Aquainted with the night", il pauroso richiamo del male nel " The lovely shall be choosers".
Le liriche che Frost pubblicò nella maturità crebbero di intensità poetica, di intimità, il tono divenne più profondo e più oscuro la comunicazione più espansiva.
Il suo stile è così apparentemente casuale, colloquiale, quasi un prestigio con il quale i fatti diventano fantasia e l'immaginazione diviene più convincente dei fatti stessi.
(3) A. Lowell: "Robert Frost", in "Poets and their art", Macmillan Co. N.Y. 1926 - pag.58
Nel 1937 Frost vinse per la terza volta il premio Pullitzer con "Further Range".
La perffetta fusione del suo valore giovanile con l'esperienza dell'età avanzata si manifestò in pieno con "A witness tree", che gli valse il quarto premio Pullitzer.
Nel suo ottantanovesimo compleanno subì una grave operazione e morì il 26 Gennaio 1963.
Volle che sulla sua tomba fosse scritto:
"I had a lover's querrel witrh the world"
I CAPITOLOTeoria Poetica
(The Fresh vitality of nature)
Una poesia è il frutto di uno stato d'animo concitato ed espressamente eccitato da una suggestione interna o esterna.
E' il prodotto finito di un travaglio interiore che porta con se, inevitabilmente, l'atto del creare, il sublime gesto di bagnare di inchiostro un pezzo di carta attraverso cui dare libero sfogo ai propri sentimenti/emozioni.
Dirottando il concetto su di una piattaforma essenzialmente letteraria, Lawrence Thompson dichiara che la poesia di Frost: "... nasce come un nodo in gola, come una nostalgia, una malattia d'amore. Essa è un protendersi verso l'espressione, uno sforzo per trovare realizzazione.... è un'emozione che si è concretizzata in pensiero ed il pensiero ha trovato le parole". (4)
Il Poeta è fermo sostenitore che la poesia è un modo di vita, identificando, in questo modo di vita il suo doppio ruolo di uomo e
(4) L. Thompson: "Robert Frost", Univ. of Minesota Press, 1960- pag.23
poeta.
La stessa critica letteraria ha difficoltà a separare l'uomo dal poeta, anche perchè, il connubio sembra essere così forte ed imperscrutabile che, l'unica cosa che si riesce chiaramente ad affermare è il servizio e la vocazione all'arte per l'intera esistenza.
In un periodo letterario così agitato, colmo di nuove attrattive, esperimenti metrici ed ideologici, Frost riesce a farsi apprezzare, ad ottenere l'ammirazione dei suoi contemporanei, anche se ha sempre rifiutato il contatto diretto ed il lasciarsi coinvolgere in supposizioni, dalle chiare tinte forti, sui parametri poetici.
Questa sua coerenza non è certo frutto di una mente distorta, o imprigionata in convenzioni ancestrali, ma di una presa di coscienza del ruolo della cultura nel mondo contemporaneo, il ruolo della poesia quale lievito dell'anima.
Verso la fine del secolo i suoi versi furono apprezzati e decantati da Richard Hovey, ma la punta di diamante dell'attività di Frost era quella di guadagnarsi la stima di autori inglesi del calibro di Edward Thomas, Wilfrid Gibson, L. Abercombie.
Ma ciò che veramente esaltò l'opera di Frost fu certamente l'interesse che "North of Boston" suscitò in un vate della modernità come Ezra Pound.
Nel 1913, Pound inviò ai suoi compatrioti una entusiastica critica sul libro del poeta, con la conseguente pubblicazione di essa in "Poetry".
Al suo ritorno in America Frost fu applaudito da Amy Lawell, esponente del "Free verse Imagist " che, pur se dichiarandosi non pienamente soddisfatto dei temi trattati da Frost, ne ammirava la maestria e la fusione del vecchio e del nuovo in un'aurea tutta in chiave moderna.Poeti tanto diversi per metodo come Ronsom, Mac Leish e Hillyer ispirarono i loro versi alle opere di Frost il quale, nella sua palese ingenuità, non riusciva a porre un parallelismo, ma solo ad individuare nelle sue liriche l'arte ed il buon gusto.
Il poeta continuava a suscitare questa immensa ammirazione che trovava ispirazione nella fresca vitalità della natura e non nei virtuosismi sperimentali del Modernismo.
Il problema legato allo sperimentalismo era quello di stabilire se la poesia dovesse evadere dal logoro convenzionalismo di una tradizione sorpassata.
Nei primi lavori, Frost fece i suoi primi esperimenti, dando enfasi al " Speech Rytm" e al "Sound of Sense" e, a detta di E. Isaacs, predominavano quei drammatici toni di voce che avevano costituito la parte migliore della poesia. (5)(5) E. Isaacs: "Op. Cit." pag. 38
" Le restrizioni imposte dal metro e dalla coerenza del contenuto, costituiscono delle limitazioni che aiutano a conquistare e non a perdere una nuova e più bella poesia"
Questo è ciò che il poeta dichiarava ogni volta che si poneva difronte ad un pezzo di carta aspettando l'ispirazione.
Con amichevole canzonatura stuzzicava i suoi contemporanei poichè essi: "were searching for alternative ways to be newer and higher".Egli stesso dichiarò: " si provò a fare poesie senza punteggiatura...senza lettere maiuscole...senza alcun immagine, se non quelle visive... senza frasi, epigrammi, coerenze, logica e consistenza...senza abilità... e cosa ci resta? Ancora qualcosa." (6)
Le restrizioni che in extremis Frost accetta nella sua teoria poetica lo riparano da due mali estremi: l'arte pura noncurante del contenuto e la pura predicazione il cui unico obiettivo è di aver contenuto.
in ciò si manifesta chiaramente la condanna a coloro che considerano punto di arrivo della perfezione l'espressione del pensiero o l'emozione sotto forma di astrazione: il "Sound" meramente per il "Sound", o l'agitazione interna che si trasforma presto in impetuosità , senza aver nulla di seriamente impetuoso.
Frost odia vedere i poeti che usano la poesia come mezzo di restrizione della frustrazione e del disgusto.
La magia della poesia consiste nel fondere elementi eterogenei come il mistero, l'avvenimento che suscita meraviglia, la virtù in una singola unità autosufficiente. Il compito del poeta è ottenere questa fusione.
(6) Hyde Cox, E.C.Lathem, "Selected Pose of R. Frost", Holt, Rinehart, W., 1956-pag.17
La pratica della poesia divenne presto la sua "Raison D'être".La poesia è tutto ciò che c'è da conoscere e la relazione tra il poeta e la poesia è il centro dell'argomento.
Qualsiasi interpretazione si voglia dare delle opere non si può prescindere dal suo credo , esaminare la sua condotta umana e poetica.
In questo modo si riesce chiaramente a considerare la sua esperienza come procedimento poetico, come sviluppo, analisi, valutazione del proprio sentire lirico in funzione dell'arte come arte e, non come semplice oggetto di piacere letterario.
La sua poesia si ispira alla quotidianità, alle ironie, delicatezze, gioie e dolori della vita comune, nella quale le persone e le cose si trovano a recitare l'eterno dramma dell'esistenza.
La sua esperienza con la "daily life" lo ha reso esperto formulatore di metafore.
Parlare di teoria poetica in Frost rischia di sviare l'argomento centrale della sua particolarissima idea poetica.
E' certamente improprio ipotizzare l'esistenza di una teoria poetica.
J.M. Cox giustamente ci fa notare come Frost non abbia mai formulato una teoria poetica in maniera organica, ma l'abbia semplicemente affidata alla sue idee a caso, alle sue metafore, a qualche conferenza o, in alcune opere in prosa.(7)
(7) James.M. Cox: "Robert Frost", Printice Hall Inc., New Jersey 1962- pag.17
Non si può sicuramente dubitare del fatto che ne avesse una ma, il dilemma era estrapolarla dalle opere, fare luce sulle idee portanti, individuare il filone del discorso poetico.
Se abbandoniamo, per un attimo, la poesia e ci spostiamo sulle sue opere in prosa risulterebbe impossibile individuare i principi allo stesso modo come in poesia.
Il trattare più argomenti in una volta sola diviene per Frost un espediente volutamente oscuro, ma sottile, quasi masochista volontà di presentare agli altri quello che non comprenderanno mai; ma chi sono gli altri? Certo non il pubblico dei suoi "Fascinate readers", ma l'intera popolazione letteraria, fatta di oppositori, seguaci, adepti e critici.
Diversamente da T.S. Eliot, egli non commenta mai le sue opere, il suo pensiero è sintetico e non analitico.
Frost fa uso costante della metafora per dare un senso alla sua lirica e, sicuramente delude quelli che cercano una spiegazione lineare, logica.
La vera poesia è "A way of life", anche se non vi penetra in modo diretto.
Per trovare una spiegazione a ciò dobbiamo seguire l'itinerario che ci offre E. Isaacs, esaminando attentamente la "poetry within the prose and the life within the poetry" (8)Quando si trattano più argomenti miscelati tra loro, solo attraverso la
(8) E. Isaacs: "Op. Cit.", pag. 39
comprensione delle metafore riusciamo a scindere le ambiguità e le incertezze.
Frost sostiene la formula della poesia come "A way of life", ma ha sempre evitato la parola "filosofia", poichè non rientra nel circolo naturale delle sue aspirazioni, poichè termine troppo elevato e complicato da affidare alle parole.
Se non abbiamo teoria poetica abbiamo però delle affermazioni che sembrano riassumere il suo pensiero e l'arte interiore del creare.
Egli sembra chiedersi di continuo cosa significhi vivere da poeta e, lo troviamo più volte impegnato in una plausibile risposta al suo interrogativo.
Dobbiamo attendere l'elaborazione dei suoi tre "Beliefs": "Self Belief" - "Love Belief" - "Art Belief" per avere, finalmente, i cardini della sua vita poetica.
Tutti e tre questi moti dell'anima sono in relazione con il "God Belief", punto estremo definito il sublime.
E' compito del poeta vivere secondo questi "credo", per poi raggiungere l'ultimo stadio che lo erge sulla nuvola aurea della propria arte.
Il poeta deve conoscere se stesso, il suo essere sociale ed infine credere nel proprio talento artistico.
L'essere convinto del "To be able to" nell'arte del creare è una delle prerogative essenziali per la tranquilla navigazione nel mare/oceano della proprie suggestioni, in tutte quelle minuscole emozioni che fanno di una più che succinta lirica un capolavoro.
La caratteristica essenziale dell'arte di Frost è vedere se stesso l'artefice, il datore di forme del proprio stato emozionale.
Supporre che i suoi "Belifes" facciano parte della teoria poetica è già una constatazione di come dei sentimenti, esposti con chiarezza, possano far scaturire di per se una teoria sull'arte personale dell'autore.
Frost è conscio del fatto che i suoi "Belifes" sono difficili da individuare, e proprio in ciò egli si abbandona al piacere dell'esplorazione.
E' proprio questa ferma convinzione nelle parti dell'anima che lo tenne lontano da mode e fazioni, puntualizzando nel "Self Belief" la necessità dell'indipendenza umana dalla casualità provocata dal tempo e dagli uomini.
Il Frost giovane aveva già rifiutato le discipline accademiche, educando se stesso e rifiutandosi di appartenere a correnti artistiche, sviluppando pian piano il suo molto personale "Sound of Sense".
In questo modo la poesia diventa "Act" e i toni, le pause, gli impeti, le intensità di "Sound" sono più rilevanti e pregnanti delle parole utilizzate.
In seguito, nella sua maturità, non volle legarsi a nessun credo filosofico o teoria scientifica.
Scelse così "Something like a star", dove fondere la sua singolare fede.Tutta la poesia di Frost è pervasa da questa lotta tra il lume della ragione e le proprie emozioni che, come stelle cadenti in una notte di mezza estate, illuminano il suo cielo di continue suggestioni, riflessioni, conducendo il poeta alla riflessione ultima sul valore della vita e sull'impiego di essa.
Il poeta conosce perfettamente la condizione precaria della natura umana e, ce la presenta come un torrente che scorre all'indietro, cioè, dando un'immagine/suggestione tanto moderna quanto ermetica dell'essere.
Attraverso queste immagini, colte ad occhio nudo nel bel mezzo della natura incontaminata dalla scienza e dalla tecnologia, egli sviluppa metafore sulle tensioni umane. Il segreto del buon vivere sta proprio nel compromesso di queste opposte forze.
Il "Self Belief" conduce allo scetticismo ed è proprio come scettico che il poeta vede se stesso più umano, calato tra gli uomini, cantore ideale delle gioie e dei dolori di una umanità inerme.
Con il "Love Belief" si riconosce un "Lover" nella società, sente intrinseco il bisogno di comunicare ciò che ha imparato nel suo spontaneo isolamento da essa.
Il poeta usa la sua arte per cantare l'amore per la vita, per trasformare la sua stessa vita in poesia.
Il suo "Lover's querrel with the world", come fece incidere sulla sua lapide, lo induce a parlare e scrivere della sua esperienza di poeta vivente, prossimo ai suoi prossimi, "witness of beauty", vate del mondo interiore. Egli stesso dichiara: "Everything written is as good as it is drammatic".(9)Il poeta deve vivere la poesia, non parlare di essa; la sua generazione ha bisogno di poesia come un campo arido ha bisogno di pioggia.
L' "Art Belief" nasce nel poeta come bisogno di realizzare la bellezza intrinseca nelle sue stesse poesie.
Se il "Love Belief" spinge l'autore a condividere la bellezza e la verità, è il notevole desiderio di creare ciò che fa nascere l' "Art Belief".
Il credere nell'amore come conseguenza del credere nella produttività dell'arte? Al quesito una sola semplice risposta: il poeta artista, artefice del proprio moto interiore è l'unico datore di forma al suo desiderio (Love belief); dal suo desiderio si passa alla materializzazione di esso
attraverso il ragionamento lirico (Art Belief), aspettando l'emozione trainante che chiameremo "Art Belief a side.
(9) L. Thompson, "R. Frost: The years of Triumph 1915-38", Holt, Rinehart & Winston, New York, 1970- pag. 35
Frost, in questa fase di sviluppo dell'idea, si sente più vicino a Dio, al " God Belief", al sublime, verso quella nuvola aurea che renderà la sua parola indelebile.
Allora diviene sicuro della sua arte, trova piacere nella concentrazione-creazione determina il punto di inizio e di fine del proprio sentire, individuando l'atto della creazione come un " momentary act of consciousness".In questo sublime attimo creativo, il "God like figure" Frost si immerge, quasi annega nelle emozioni che sopraggiungono raggiungendo il momento più alto del "form giver".
In ultima analisi, la sua " ars poetica" sembra doversi ricercare in una sua dichiarazione: "Art serves life by clarifying reality; every form that fulfills its commitments is to the particular degree of its fulfillment an example of prowess in performance". (10)Sarebbe, quindi, insensato ricercare la poetica di Frost in idee filosofiche o in movimenti di cultura, basta semplicemente abbassarsi e sfiorare con gli occhi un solo filo d'erba per capire ed apprezzare ciò che il poeta intende per "Sound of Sense".
(10) E. Isaacs: "Op. Cit.", pag. 48
Parlare quindi di teoria poetica non è definitivamente improprio, ma va semplicemente ipotizzata come un naturale svilupparsi di immagini ed emozioni.
Nella comprensione globale del "Sound of Sense" e dei suoi "Beliefs" sta la chiave di lettura delle sue opere.
Quella di Frost non è pura teoria della poesia ma, viceversa, solo pura poesia, nata dall'acutezza del suo sguardo, dalla rapidità della sua mano, dal moto spontaneo del suo cuore.
II CAPITOLOForma-Significato-Impulso Poetico
(The Perfection of Poetry)
a) Forma: "The Sound of Sense"
Robert Frost ha sempre rifiutato di esporre le sue idee in una teoria sistematica, considerando le definizioni ambigue e pericolose.
L'ispirazione poetica, il flusso lirico nasce da emozioni percepite intensamente ed il poeta ne viene colto in pieno in un vacillare di senso finchè non trova una realizzazione nell'espressione.
Ma usare espressioni come: " to gape in agony" o scrivere "huge gobs of raw sincerity bellowing with pain"(11), sono espressioni senza forma che non possono essere considerate poesie, ma semplicemente degli idiomaticismi lirici tanto di voga al tempo.
(11) James M. Cox, "Op. Cit."- pag. 20
L'ispirazione amalgama il tema, le metafore, i simboli e si concretizza nella forma.
Una volta scelto il soggetto a cui dedicare il proprio interesse, Frost va alla ricerca della "Creative Challange in the encounter of Form with Spirit"(12)Da ciò che afferma Cox si passa al momento in cui la forma comincia a modellare l'argomento.
In questo preciso istante Frost si estranea, diventa un autodiegetico osservatore dell'intero processo creativo.
Secondo J.M. Cox il più eccitante impulso in natura non è il progresso, ma l'espansione e la contrazione, l'aprirsi ed il chiudersi di una mano....
La stessa costante oscillazione esiste tra soggetto e forma. (13)
Nel parlare della storia della poesia Frost ha fatto osservare che come la scienza è passata dalla forza alla materia e nuovamente alla forza, così le arti sono passate dalla forma al contenuto e nuovamente alla forma.
Il poeta ritiene essenziali le due componenti esprimendosi con queste parole:" I would like to exist alive and in motion between these two things" (14)
(12) R. Cook, "A time to listen", College English- VII-Nov. 1945 pag. 69.
(13) J.M. Cox, "Op. Cit.", pag.73
(14) R. Cook,"Op. Cit.", pag. 74
Questa espressine puntualmente captata da Cook evidenzia l'importanza che Frost attribuisce alla forma come modellatrice ed al contenuto come creatore d'emozione.
La forma non è altro che un modello di strofa , un ritmo , un equilibrio della struttura una relazione tra emozioni ed emozioni.
Il mistero, la virtù la magia della poesia sono, in questa eterogeneità di elementi, fusi in una unità autonoma chiamata FORMA.
E' esclusivo compito del poeta ridurre la vita a forma e, attraverso il processo creativo, donargli un senso.
Esaminando i suoi "Complete Poems" si evidenzia tre generi portanti: lirica, narrativa drammatica e satira.
Le liriche sono in versi brevi con rima del tipo della stanza-strofa; le narrative drammatiche in verso sciolto; per le satire, invece, il poeta adotta i " Closed Couplets", quasi seguace convinto dei lunghi esperimenti del "Free Verse" imagista.In questo modo Frost supera la rigidità del metro e, il primo critico ad accorgersi di ciò fu R.P.T. Coffin, il quale senza modestia paragonò i versi del poeta a quelli antichi degli Anglo Sassoni e di Langland, Chaucer, Shakespeare, Milton; sino a raggiungere un parallelismo con il romantico Wordsworth.
I critici, più tardi, hanno sempre messo in evidenza la particolare facilità del metro di Frost e, questo, indipendentemente dall'abilità o meno di maneggiarlo.
Un fatto è indubbio, Robert Frost ha trattato il maggior numero di metri inglesi dopo J. Keats.
Si nota, inoltre, come egli desse preferenza al giambico sciolto sentendolo più naturale alla lingua inglese.
Il poeta non ha mai esitato a variare la cadenza per la flessibilità desiderata, quando realizzava che il suo "Sound of Sense" richiedeva simile variazione.
Secondo Isaacs, egli cerca di riconciliare e di fondere tre suoni diversi:
il rigido accento del giambico puro; il puro suono delle parole, senza tener conto del loro significato; e le sfumature del significato derivanti dal tono di voce.(15)
La critica è concorde nell'affermare che la "Old Fashioned way" sia stato il suo "Sound of Sense".
(15) E. Isaacs "Op. Cit."-pag. 84
In effetti il poeta non si limitò a creare delle frasi ritmiche, ma ne sentì la "drammatic necessity", il bisogno psicologico di esporre le emozioni in rima, quasi a voler creare una catena di parole, con metafore insite in esse che potessero meglio esporre il suo particolare "Sound" interiore che non solo si impregnava di "Sense", ma anche di tanto candore umano.
La preoccupazione ultima era, quindi, il significato che Frost divide in due aspetti interessanti: lo stretto significato del termine ed il significato che si ricava dall'intero concetto, ed al tono della voce.
Puntualmente Isaacs ci riporta, a questo proposito, una convinzione del poeta molto particolare nel suo genere.
Egli è convinto che ogni significato ha un certo "Sound picture... the particular sound and sense of every meaning which an individual is instinctively familiar with, without bein conscious of the exact words".(16)Ezra Pound elogiò la sua poesia perchè scorrevole priva di quelle alchimie metriche tanto di moda.
Frost intese porre un chiarimento a questa semplicità e scorrevolezza che gli veniva imputata quasi come una accusa, sostenendo che se le parole sono vere, sentite, i versi che andranno a comporre potranno essere letti
senza difficoltà.
(16) E. Isaacs "Op. Cit."-pag. 85
Il suo "Sound of Sense" è composto da tre caratteristiche ben distinguibili tra loro: la conversazione come nel "Mending wall", dove il poeta conversa con il lettore; l'intonazione come nel finale di "Desert Places" ed una combinazione dei due (conversazione - intonazione) come mirabilmente esposto nel "The Mountain".
Lo stesso poeta afferma, a detta di R. Cook: "Sto in bilico tra conversazione ed intonazione, ma credo di essere più portato per la conversazione".(17)In tutte le sue poesie Frost cerca di mantenere un equilibrio tra il metro formale e la cadenza ritmica informale del tono del discorso tanto per mantenere quella coerenza tra il moto del sentire lirico ed il suo evolversi in forma e significato.
Una particolare indipendenza dai canoni e dalle tradizioni la si nota nella scelta delle parole e dei ritmi non particolarmente poetici che, lo hanno fatto considerare un modernista.
(17) R. Cook "Op. Cit.- pag. 75
Nelle liriche troviamo parole come: "presto", "deluxe", "carrer", "altruism", "eolith" che rendono la forma difficile da leggere fluentemente.
Certo è che la fluidità è una malattia da temere, molto meno importante dell'idea, ed egli fa di tutto per evitarla di proposito.
L'interesse per la lingua parlata ha guidato Frost verso il drammatico in poesia e nei suoi monologhi, osservando che le qualità liriche e drammatiche, si fondono a mò di tutt'uno nelle sue poesie e non si può assolutamente prescindere dall'una o dall'altra.
In questo modo la sua poesia ha sempre un messaggio per il lettore, un'idea che il poeta lancia ed il lettore coglie se interessato.
La forma nella quale ha tanto successo la vasta gamma di ritmi stanzici, i particolari espedienti stilistici, sono tutto ciò che crea il suo indiscusso "Suond of Sense".
b) IL SIGNIFICATO
C'e sempre una sottile relazione tra contenuto e forma, anche se Frost evidenzia una maggiore propensione per il contenuto.
La sua definizione di poesia come "A clarification of reality" rende meglio il concetto di contenuto ovvero, ciò che la lirica ha da dire, ciò che insegna, l'etica profonda che cova in mezzo alle righe.
Il compito del poeta, quindi, diventa quello di individuare e rappresentare la strenua lotta tra le forze costruttive e distruttive, trovare soggetti appropriati e svilupparli attraverso il magico uso delle metafore e dei simboli.
A questo punto l'intenzione poetica cessa e si da libero sfogo alla logica, all'arte di costruire la frase che possa raggiungere diritta l'anima del lettore.
Esaminando i suoi "Complete Poems" si nota come il motivo dominante sia sviluppato in tanti temi.
Il poeta fissa un punto ignoto, e come da una lampada magica, osserva il mondo in bilico a causa della tensione, e che l'uomo vive queste tensioni in tutte le sue relazioni.
Frost ispira i suoi lavori a questa costante idea di conflitto tra l'uomo ed il suo posto nella natura, nel lavoro, nell'amore, nella fede, nella sua transitorietà, nel suo isolamento e comunione.
L'interesse maggiore del poeta sembra essere per le leggi naturali, l'ambiente e l'uomo trattati in semplici metafore.
Un esempio mirabile di questo pio interesse viene riscontrato a forti tinte in uno dei suoi primi lavori: "My Butterfly"
"When that was, the soft mist
Of my regret hung not on all the land,
And I was glad for thee
And for me, I wist.
Thou didst not know, who tottered, wandering
on high
That fate had made thee for the pleasure of
the wind,
Nor yet did I (18)
Se il posto dell'uomo è incerto come lo sono le ali delicate e fragili della farfalla, quele è l'equilibrio che li tiene entrambi vivi?
La domanda di newutoniana memoria rimane insoluta.
Circa tre anni dopo Frost maturato negli anni e nell'esperienza si pone la medesima domanda.
18) D.A. Sohn & R. Tyre, "Op. Cit."
Camminando in un paesaggio invernale nota che:
"The heart is still aching to seek
But the feet question whither" (19)
L'altro tema, l'uomo al lavoro ed al gioco è proposto in un varietà di soggetti e forme.
Frost considera il lavoro una specie di gioco, dove nella sua realizzazione è il piacere più dolce.
In queste riflessione, che si fanno appartenere al caso come usuale per l'autore, Frost lascia intravedere le sue fattezze di realista.
Il suo amore per il vero e per il quotidiano portano le riflessioni ad adagiarsi sul "daily movement" che, però, non è l'idea suggestione della città che pullula come nei Vittoriani, ma l'emozione della natura in continuo movimento.
Dello stesso impeto è anche l'esperienza amorosa del poeta il cui esempio migliore è riscontrabile in "Love and a question",(20) dove tra le parole si materializza l'amante geloso che teme l'intrusione del fato più di qualsiasi altra cosa.
19) E.C. Lathem 'The poetry of R. Frost" - "Reluctance" dal "A boy's will" Holt, R. & W New York 64
20) R. Frost " A boy's will" London D. Nutt 1913 pag. 10
Ancora la costante lotta dell'amore alla ricerca della perfezione in "Happiness Makes up in Hight what it lacks in length" (21), dalla raccolta " A witness tree".
L'uso che l'autore fa del buon senso è rivolto a rimproverare, con frasi che rasentano la rabbia, le scienze umane.
Esempi inconfondibili di queste paternali sono sparse in molte raccolte da : "Steeple Bush" in "Why wait for science?"(22), aspro attacco all'insensibilità della scienza; o in " A case for Jefferson" ridicolizzando la politica degli uomini.
Ancora in " The egg and the machine"(23) dalla raccolta "West Running Brook", vi è un chiaro rimprovero all'industria ed a ciò che gravita intorno ad essa.
Si passa poi al duro attacco frontale alla filosofia nel "The bearer of Evil Tidings"(24) dalla raccolta " A Further Range".
Malgrado l'ammirazione che Frost prova per il buon senso degli uomini ha scritto diverse poesie esaltando i valori della sua fede:
21) R. Frost: "A witness tree", H. Holt, N. York 1942 pag. 5
22) R. Frost: "A Steeple Bush", H. Holt, N. York 1947 pag. 51
23) R. Frost: "West Running Brook"", H. Holt, N. York 1928 pag. 87
24) R. Frost: "A Further Range", H. Holt, N. York 1936 pag. 102
" I turned to speak to God
About the world's despair;
But to make bad matters worse
I found God wasn't there.
God turned to speak to me
(don't anybody laugh)
God found I wasn't there,
At least not over half." (25)
La capacità di rinnovo della natura sembra una testimonianza diretta del costante rinnovo della fede dell'uomo in quel Dio a cui l'autore si rivolge da uomo a Uomo.
Non si aspetta niente da Dio, anzi, ci consiglia di fare a meno di Lui, di dipendere da noi stessi e dalla società.
Con tutto ciò, continua ad essere difficile ipotizzare qualsiasi specie di ateismo insita nell'ideologia frostiana.
La sua visione ed il significato esplicito che egli attribuisce al senso di Dio rimarranno una costante in tutte le opere.
25) R. Frost: "Op. Cit. pag. 94
Sia essa una visione materialista, o semplicemente priva di una fede rivelata, rimane sempre legata alla tradizione naturale dell'essere e del divenire.
Bisogna attendere la maturità per imbattersi in opere che ostentino una fede positiva.
Un altro dei temi cari a Frost è la transitorietà e brevità del tempo nelle poesie.
Esempi vividi di questa particolare suggestione sono manifesti in " The generations of men"(26), come in "Maple"(27), ed in maniera più marcatamente poetica nel "Carpe Diem"(28) dove, partendo dalla filosofia oraziana, si raggiunge la mera futilità.
Ma la principale preoccupazione tematica di Frost sembra essere l'isolamento dell'uomo nella società, come si evince in "Closed for God"(29), e " One more brevity"(30) ed ancora "Desert Places"(31)
26) R. Frost: "North of Boston", H. Holt, N. York pag. 76
27) R. Frost: "New Hampshire", H. Holt, N. York 1927 pag. 70
28) R. Frost: "A Witness tree", H. Holt, N. York pag. 11
29) R. Frost: "In the clearing ", H. Holt, N. York 1962 pag. 3
30) R. Frost:IBIDEM pag. 9
31) R. Frost: "A Further Range", H. Holt, N. York 1936 pag. 88
Il processo creativo di Frost si sostanzia nella ricerca del tema meritevole, nell'attesa rischiosa della suggestione/immagineda attribuire al tema, e poi lasciare che il tema prescelto scorazzi nella sua mente fintanto che un soggetto adatto non lo trasformi in poesia.
La predilizione del poeta per i soggetti semplici, per i piccoli oggetti di natura risulta lampante durante il percorso analitico delle sue opere.
Frost fa parlare i suoi personaggi nei loro idiomi paesistici che conosce molto bene.
Le persone oggetto delle sue ispirazioni fanno parte di ambienti diversi: pastori, predicatori, politicanti, vagabondi ecc.
L'analisi che il poeta fa di questi esseri viventi è piena di simpatia, di candore e di humor.
Per alcune circostanze descrittive Frost si avvicina alla vena satirica di Dickens, anche se la sua analisi viene di colpo interiorizzata ed assoggettata al "Sound of Sense".
L'uso indiscriminato delle metafore come vere poesie viene ad essere una delle teorie, come riscontrato in "Education by Poetry".
Sebbene Frost fosse contrario ad utilizzare parole chiave, astratte, frasi misteriose, ha sempre dato importanza al fatto che le parole non sono vere e proprie portatrici di idee ed immagini, ma semplicemente mezzo ideale per la costruzione di una sottile metafora, il cui senso nascosto o palese che sia fa parte integrante del sentire lirico ed inconscio del "Form giver".
Con la poesia "The silken tent"(32), abbiamo una stupenda sintesi di contenuto e forma in una sola frase-metafora, come pure il riuscire a concentrare diverse metafore in pochi versi come nel "The white tailed hornet"(33).
Con la lirica "The road not taken"(34) egli rappresenta la sua scelta con l'immagine delle due strade che si dividono, "and that has made all the difference".
Ancora l'infuriarsi della natura devastatrice, quanto lo è anche la collera umana, rappresentata in "Once by the Pacific"(35), ed in "Acquainted with the night", proveniente dalla stessa raccolta, l'isolamento è pienamente personificato.
Quanto espresso ci pone nella condizione di esaltare l'opera di Frost e sostenere fermamente la raggiunta abilità metrica e lirica di presentarci il suo genio.
32) R. Frost: "A Witness tree", H. Holt, N. York pag. 3
33) R. Frost: "A Further Range", H. Holt, N. York 1936 pag. 15
34) R. Frost: "Mountain Interval", H. Holt, N. York 1916 pag. 5
35) R. Frost: "West Running Brook"", H. Holt, N. York 1928 pag. 13
Yvor Winters in una critica a Frost ammette con gioia che egli ha raggiunto il " ...real genios in his handling of metaphor"(36).
La convinzione di Frost è sempre la stessa: educazione poetica significa educazione alla metafora ed all'uso di essa nel verso.
La poesia, poi, fornisce l'unica via possibile per esprimere un concetto ed estraniarsi da esso, limitandosi all'osservazione passiva della trasformazione poetica.
36) Y. Winters: " The function of criticism: Problems and exercise", A. Swallow, Denver 1957 p.63
C) IMPULSO POETICO
Una poesia nasce da un impulso, da una emozione forte e distinta, da un eccitamento della mente su di un determinato tema che, in un modo o nell'altro, ha sconvolto l'attimo del pensare.
L'estasi ha inizio e viene travolta da un impulso irresistibile a stendere le prime righe, per poi terminare in "a clarification of life".
Una vera poesia non può essere pensata prima considerando la posteriorità dell'esperienza, ma deve essere il frutto di essa, nascere da un parto doloroso la cui gestazione porti la penna a tremare sul foglio bianco.
La felicità del poeta sta nel creare questo qualcosa che si porta dentro, che non sapeva di conoscere, trovarsi come sbucato dal nulla portandosi dietro la sua idea.
Questo atto creativo attraverso l'ispirazione non può, però, essere paragonato a ciò che Wordsworth chiamava "emotions recollect in tranquillity".
La crisi emotiva del poeta lo spinge a liberarsene in fretta, e tale liberazione è raggiunta attraverso la creazione-personificazione dell'idea-poesia.
Robert Frost ha sperimentato due diverse fasi dell'impulso poetico: quando un'esperienza-sensazione provoca una emozione, e tale emozione spinge il poeta a concretizzarla in pensiero, quindi, metafora, e quando la metafora viene tradotta in armonia di versi e di suoni (poesia).
In un primo momento il poeta viene spinto a comporre una poesia ignaro di ciò che avverrà, come un dogma al quale egli presta cieca fiducia.
In questa fase di sviluppo tra l'impulso poetico e la realizzazione della poesia come atto finale subentra l'abilità artistica del "Form giver".
In questo caos di impressioni e pensieri, il poeta cattura e cristallizza una ispirazione momentanea e vi da forma e sostanza.
A questo attimo creativo il poeta si riferisce quando parla di " A momentary stay against confusion"(37).
La perfezione della poesia nasce dal piacere del poeta di scoprire parole attraverso le quali dare forma ed aspetto al proprio sentire.
La perfezione poetica di Frost sta proprio nell'essere riuscito a fare delle sue liriche il capriccio estetico dei suoi sentimenti, trasformando l'impulso lirico in pennellate di vivida e sublime arte.
37) D.A. Sohn & R. Tyre, "Op. Cit."p.109
III CAPITOLOIL SENTIMENTO E L'AMORE
NELLA POETICA DI FROST
" La scienza per quanto precisa possa essere
può solo misurare l' altezza; ma mai misurare
la capacità dell'amore" (R. Frost)
La poesia d'amore di Robert Frost è da considerarsi, in accordo con la maggior parte della critica, una astratta affermazione delle sue emozioni.
Già nella struttura delle liriche in "A Boy's will" si nota lo sviluppo giovanile del poeta, in una progressione di umori e sentimenti che colpiscono direttamente il lettore attraverso la vitalità che sprigionano.
Il termine poesia d'amore sarebbe improprio se partiamo dal presupposto che la sua ricerca poetica comincia con il riconoscimento del bisogno di solitudine ed isolamento (in to my own).
Da questo bisogno intimo nascono un gruppo consistente di liriche d'amore: "Love and a Question", "A lete walk", "Flower Gathering", "A dream Pang", anche se poi, alla fine, il tema ritorna sulla necessità di isolamento che si sostanzia in un vero e proprio sentimento.
La struttura aspirale di sentimenti nel "A boy's will" è paragonata all'ordinata progressione del ciclo naturale delle stagioni, dal godimento della pace autunnale all'inverno primavera-estate, sino a tornare dinuvo all'autunno in un ciclo perfetto ed interminabile.
Ad ogni stagione appartiene uno stato d'animo del poeta.
Se la natura gli sembra indifferente e cieca al destino umano, come nella poesia "Stars", o ostile come in "Storm fear", altre volte può apparire il benigno disegno divino come in "A prayer in Spring".
Queste molte contraddizioni dell'umore del poeta restano spesso non risolte nella struttura delle varie liriche.
"The hill wife", dalla raccolta "Mountain Interval" rappresenta un sentimento di paura, che diventa il dramma di una donna sola.
"Meeting and passing" inizia con il ricordare il cancello al quale il poeta si poggiava aspettando l'amata; ricorda il primo incontro, la prima passeggiata e così i sentimenti si fanno sempre più forti ed intensi tanto da pregnare l'intera pagina. Le orme dei piedi si mischiano come si mischierà, in seguito, la loro vita.
Il sentimento si trasforma in lode all'amore ed alla sua grande capacità di rendere l'uomo schiavo di esso.
Frost non eccede in fiumi di emozioni, in dichiarazioni struggenti, la sua descrizione della belleza è sobria e realista, non paragonabile al classicheggiante inneggiare alla "perfection of beauty" del romantico Keats.
Nelle sue poesie d'amore più che l'esaltazione del sentimento scorgiamo il contrasto interiore, l'eterna lotta tra la comunione spirituale e fisica.
Il suo amore è spesso offuscato dal desiderio di solitudine.
La concentrazione non ha bisogno di eccitamenti ormonali, ma solo di quelli fantastici.
Il " Lover's querrel with the world" ci mostra bene questo doppio stato d'animo del poeta: attrazione e desiderio di solitudine.
L'isolamento non è vissuto però nel senso stretto del termine, in una rimurginazione interiore di affetti e sensazioni ma, al contrario, in modo produttivo ed attento all'insorgere della prima ispirazione che gli consenta di iniziare la sua lirica.
Quando il poeta abbandona quel necessario stato di solitudine per mostrarsi alla sua donna "The measere of a little while that I've been away", lo fa con più profonda devozione ed intensità amorosa.
Tutte le sue opere riguardanti il sentimento dell'amore riportano la costante lotta del sentimento verso la perfezione, verso l'incarnazione di un concetto astratto, trasposto in puro suono dal tono a volte drammatico.
Ciò spiega il motivo per cui molte poesie d'amore prendono la forma di "drammatic narratives", molto più vivaci e colorate nell'assunto.
In questa serie di poesie egli rievoca le sue esperienze amorose, miste di impetuosi desideri, dolcezze e disinganni.
La paura costante di Frost rimane quella legata ai "desert places": chi non è amato vive in un luogo deserto, ma colui al quale viene meno l'ispirazione agognerebbe almeno di vivere in un deserto.
Immagini come: finestre chiuse, foglie cadenti, canti di uccelli, tramonti oscuri, cimiteri abbandonati, 'his time of dusk", rappresentano l'universale lamento dell'amore che non sopravvive alla solitudine, alla paura ed all'isolamento.
Certo è che queste immagini ci portano indietro con il tempo a considerare alcune sensazioni liriche provata da autori come P.B. Shelley, J. Keats, come ancora lo stesso poeta maledetto Byron.
Ma in Frost, se pure ipotizziamo comunione di temi e motivi, scindiamo completamente le forme liriche, l'intento ultimo, la morale insita nei versi.
Ai romantici piaceva godere delle proprie lacrime e sensazioni ancestrali, per Frost il lamento non è l'ultimo stadio, ma solo l'affermazione di una idea chiara e inoppugnabile.
Possiamo quindi definire i temi di Frost come delle vecchie anfore stipate in una fulgente autovettura.
Lo stesso colore di cui si impregnano quelle immagini è estremamente moderno, il loro essere descritte in tono colloquiale e mai mitologico.
Con "A witness tree" pubblicato dopo la morte della moglie, il poetà cantò il suo amore per la donna amata in maniera così esplicita, tanto da evidenziare pienamente la sensibilità della sua coscienza al problema.
Lo stesso anche in "My November guest", sino alle ultime stanze di "Two Tramps in Mud time"(38).
Il poeta di per se non manifestò mai apertamente il suo amore: l'amore è tacito, intimo.
In una lezione a suoi alunni disse che poteva essere pubblico il sesso, ma l'amore mai.
Lo stesso tema viene trattato in "The discovery of Madeira", anche se con la variante dell'amore illecito, o nel "The most of it" con l'egoistico scopo di possedere.
Frost è stato sempre un' amante della vita con tutte le sue imperfezioni, tribolazioni e traumi.
38) L. UNtermayer, "The road not taken", Holt. R. & Winston, N.Y. 1962 p. 15
Possiamo definirlo un cantante, il cui scopo una canzone il cui ritornello l'amore.
L'amore del poeta non è espresso in strilli e sbandieramenti isterici, ma, come l'acuta osservazione di Untermayer: "in a salvation of faith, in surrender to the land: such as she was, such as she would become".(39)
In ultima analisi si può affermare che Frost, attraverso l'esaltazione del sentimento e dell'inconscio bisogno d'amore, ci ha evidenziato la sua profonda fedeltà al mondo che ha amato.
39) L. UNtermayer, "Come in ", p. 225
IV CAPITOLO
NATURA E ARTE PASTORALE
"The Romantic way"
Già si è parlato a lungo dell'ambiente rurale e selvaggio che il poeta Frost predilige nelle sue liriche e, che non si può fare a meno di considerarlo un poeta della natura.
Si potrebbero citare tante opere a conferma di ciò come: "To the thawing wind", "Hila Brook", "The Oven Bird", "Birches", per avere conferma del sospetto che oltre al tema naturale ci sia spontaneo anche il filone pastorale.
Nel cercare di comprendere questo aspetto dell'arte di Frost ci torna utile ricordare i principi della poesia pastorale, poichè le due specie differiscono.
La poesia pastorale decanta una particolare società o modo di vita, dove la natura serve da scenario, da ambiente nel quale tale modo di vita si svolge.
Basti ricordare uno dei risultati più brillanti dell'arte pastorale lo "Shepheardes Calender" di Edmund Spenser.
La poesia di Frost, pur decantando la natura è in connessione con i principi di quella pastorale e, questo 'linkage' è evidente in " The Onset", o in "Unharvested", ed ancora in "Evening in a sugar orchard".
Tutti e tre gli esempi citati presentano vividi quadri di paesaggi attraverso i quali la natura è vista vitale quanto il significato e le cose in essi rappresentate.
Il centro del suo interesse lirico rimane sempre la natura e non la rappresentazione, a volte grottesca, dei personaggi "yenkee".
La struttura base delle sue ecloghe ritorna come una costante nelle poesie sulla natura.
Entrambe le specie nascono da un modo comune di vivere la realtà, hanno le stesse prospettive, quando gli occhi del poeta sono diretti al rurale si determina, in maniera quasi automatica la visione-sensazione della natura.
Frost tratta la natura in modo nuovo, unico nel suo genere, anche se la
letteratura contemporanea è determinata dai "Lake poets" e dai loro successori inglesi.
Molti suoi contemporanei erano convinti di non poter trattare il tema della natura se non ricalcando le generazioni dei poeti romantici, e ingiustamente paragonavano la lirica di Frost a quella di Wordsworth e Tennyson.
Oggi la differenza è maggiormente concepibile ed è dovuta anche ad una maggiore sistematicità nell'analisi testuale delle opere.
Notiamo in Frost una maggiore freddezza di paesaggi, una acutezza di lineamenti delle immagini in successione completamente estranea a Wordsworth ed impensabile per lo stile di Tennyson.
La sua impetuosità nel riempire le pagine del suo sentire, paragonabile solo alle piene dei cari "Brooks" è imparagonabile alla calma e riflessione immersa nel brandy di Wordsworth.
Ciò non è facilmente spiegabile con la differenza di località: "The oven bird" è una poesia completamente diversa dalla wordswortiana "To a Skylark", e tale dissomiglianza non è imputabile alla diversità di "location", ma all'impeto immaginativo, al "Sound of sense", al non avere nulla da rievocare.
La poesia di Frost è mancante di emozioni, proprio quelle emozioni che se in Wordsworth e negli altri romantici sono motivo di forza poetica, in
altri autori potrebbero trasformarsi in pecche scolastiche
Volendo essere pignoli riusciamo a trovare reminiscenze di Wordsworth e Keats in Frost, ma il poeta le adotta calzandole alla sua personalità, al suo modo poetico, ed aggiungo, alla sua era.
Quando descrive un albero come:
"Vague dream-had lifted out of the ground,
And thing next most diffuse the cloud,..."(40)
la visione romantica è immediatamente dissipata dalla diversità di paesaggio.
Ciò non è dovuto al rifiuto del Romanticismo, ma ad un diverso punto di vista del poeta.
Il tema della poesia romantica è lo spirito immanente nella natura e nell'uomo.
In Wordsworth, l'idea poetica dominante è l'unione tra la mente e la realtà esterna, la natura si fonde con la sua immaginazione; i rivoli, le brezze, gli odori, le penombre perdono i loro netti lineamenti diventando dei suoni distinti dell'immaginazione.
I Romantici preferiscono paesaggi dove le cose sono smarrite tra di loro ed i limiti si confondono.
Frost nel "The wood pile" sembra molto simile a Wordsworth, anche se
l'accento aneddotico ne crea la differenza con il modo maggiormente didattico del poeta romantico.
40) R. Frost: "West Running Brook"", H. Holt, N. York 1928 pag. 17
Frost considera le sue passeggiate in ambiente campestre come il mezzo adatto ad una naturale quanto misteriosa istruzione dell'anima.
Sebbene entrambi sperano che la passeggiata nel bosco porti ad una scoperta, ad una rivelazione spontanea dalla quale cogliere l'emozione -sensazione, quest'ultima sarà rimurginata in modi differenti, come in metri differenti sarà trasposta in lirica.
Nonostante ciò, la più mirabile delle similitudini la cogliamo considerando il modo in cui Frost trova "il mucchio di legna" e Wordsworth "il raccoglitore di sanguisughe".
In entrambi le poesie c'è una identificazione immediata, e il significato della scena naturale sgorga come se stesse affiorando dal subcosciente.
Quì, però, termina la similitudine con il romantico Wordsworth e comincia la dinamica forza esplosiva della lirica frostiana.
Ciò che il poeta scorge nella foresta non è una immagine dello spirito immanente nella natura e nell'uomo, come in Wordsworth, ma un simbolo dello spirito umano e della sua abilità di innalzarsi sulla materia grezza.
Il mucchio di legna è importante solo per capire la natura umana:
"...I thought that only......
Someone who lived in turning to fresh tasks
Could so forget his handywork on which
He spent himself, the labor of his ax,
And leave there far from a useful fireplace
To warm the frozenswamp as best it could
With the slow smokeless burning of decay"(41)
Tale legna non sarà mai usata, e l'uomo che l'ha tagliata può dimenticare il suo valore intrinseco.
L'uomo vive nel trovare nuove mansioni, nell'adempimento di se stesso attraverso la creatività, che è segno distinto della sua natura intelligente.
Attraverso questa riflessione si può comprendere come l'intero significato delle poesie sta nella differenza tra l'uomo e la natura.
A questo proposito J.F. Lynen ci fa notare come in "Far from home" la ricerca del significato è semplicemente la ricerca di un qualcosa di umano entro gli spazi infiniti che Pascal osservò con tanto orrore.(42)
L'unico significato che è da cercarsi in natura è quello imposto dalla mente umana; il mucchio di legna è il simbolo incontrastato della creatività incondizionata dell'uomo.
41) R. Frost: "West Running Brook"", H. Holt, N. York 1928 pag. 17
42) J.F. Lynen: "The Pastoral art of R. Frost", New Haven & London Yale Uniiversity Press,1967 p. 144
Ed è proprio nel contrasto tra uomo e natura che nasce la poesia di Frost, densa di significati a volte volutamente celati in metafore e simboli onirici.
Frost guarda alla natura attraverso un abisso impossibile, ciò che vede è l'immagine di una cruda realtà.
Al contrario, il romanticismo, ne delinea solo i contorni, confusi ed allucinati, pregnando il verso di emozioni ed apparenze.
Anche quando il poeta descrive una foresta o un fiore selvaggio, il suo vero soggetto è l'umanità che vive alla luce delle opere naturali.
E' nel distacco dalla natura che trova consistenza la tragedia dell'isolamento umano e la sua debolezza nei confronti degli elementi naturali.
Ma è la stessa forza selvaggia della natura che glorifica l'uomo, per la sua consapevolezza ed intelligenza, e lo eleva come su di un piedistallo a mò di direttore d'orchestra.
In Frost evidenziamo, soprattutto, quella ambiguità di sentimenti nell'osservare la natura.
Essa è temuta come la più crudele maestra dell'uomo, disprezzata perchè insensibile, brutale o, al contrario, deve essere amata non per simpatia:
"One had to be versed in country things
Not to belive the phoebes wept"(43)
ma perchè essa rende l'uomo cosciente della sua vera grandezza.
In "Birches" Frost sente il bisogno di ritirarsi, e il suo amore per la terra è simbolizzato in modo lirico dal gioco del ragazzo sull'altalena tra gli alberi.
In "The Onset" è evidente il contrasto tra li sgomento del poeta per la venuta dell'inverno e la sua inconfondibile certezza sul ritorno della primavera.
Viceversa, il giorno di Aprile in "Two Tramps in mud time" è piacevole, anche se pervaso dalla minaccia dell'inverno.
La natura descritta da Frost, pur non avendo la sublimità ed il candore poetico di Wordsworth, la maestria di Shelley o il potere lirico di Keats, ha una sua ricchezza prettamente americana nella sua costante ricerca di ciò che separa l'uomo dalla natura, come in "The most of it".
C'è un pathos particolare nella poesia citata, un qualcosa che l'avvicina molto alla tragedia di cui Frost era capace nei momenti di lucidità lirica.
L'uomo desidera un segno d'amore dalla natura, e anche se sciocco e sentimentale, ambisce a perdersi in essa, alla scoperta di ciò che non ha mai compreso prima.
43) R. Frost: "New Hampshire ", pag. 101
Il magnifico cervo che nuota verso di lui nel lago è l'idea centrale,è il suo, "the most of it": è tutto ciò che la natura può dare, impercettibili momenti, attimi di sublime grandezza a cui l'uomo non ha mai soffermato lo sguardo per più di pochi secondi.
Il poeta supera il concetto di natura attraverso la conoscenza, individuando il vero significato del cervo immagine/sensazione della potenza della natura.
Egli guarda alla natura con gli occhi del realista evidenziando la sua lontananza e crudeltà; ma allo stesso tempo ne rimane affascinato, estasiato per la sua forza esplosiva.
Il grande cervo che sgambetta tra le rocce, con movimenti snelli, "and forced the underbrush", rivela la forza della natura, ma allo stesso modo, la superiorità della mente umana che può ammirare tale spettacolo.
Questo tema è sviluppato in modo omogeneo nei "Desert Places", o "There are Roughly zones" e "Sound Dunes".
Al poeta piace molto modulare il suo tono da poesia a poesia, muovendosi senza sforzo da schemi casuali a paesaggi di intenso dolore.
Negli schemi, diciamo, gioiosi della natura, c'è una qualità dolce ed amara, i suoi fiori, alberi ed animali sono descritti con affetto, anche se, sotto la placida superficie vi è sempre una qualsiasi forza ostile nascente e pronta ad avventarsi.
"Spring Pools", ad esempio, comincia con la descrizione di una piscina e della primavera, ma improvvisamente, senza nessun preavviso, il tono diviene grave:
"The trees that have it in their pent-up buds
To darken nature and be summer woods-
Let them think twice before they use their
powers
To blot out and drink up and sweep away
From snow that melted only yesterday.(44)
La Primavera, tradizionalmente considerata la stagione della nascita, della gioia, introduce l'oscurità e l'ottimistica fine di P.B. Shelley nella sua "Ode to the west wind" è crudelmente invertita.
Forze mostruose irrompono attraverso la superficie piacevole del paesaggio.
Queste visioni terribili della realtà non diminuiscono la bellezza della natura, l'odore forte dei fiori selvaggi il gorgoglio dei ruscelli.
44) J.F. Lynen: "Op. cit. p. 151
Il fascino di tante poesie di Frost scaturisce dalla formidabile vivacità con la quale cose delicate e dolci spiccano in un ambiente cupo ed ostile, quasi peccaminoso.
La lirica "A Boundless Moment" ci offre una delle più belle e suggestive poesie sulla natura di cui Frost sia stato capace.
Lynen ci suggerisce ancora un' altra idea più concisa e chiara quando afferma che: egi vede nella natura il fondamento del potere dell'uomo, e del suo essere spirituale.
L'uomo Frost non può trovare niente nella natura, ma non può vivere privo di essa.(45)
La sua completa solitudine è inclusa nella desolazione del paesaggio: c'è qualcosa di sinistro nell'oscurarsi del cielo, nel modo come il poeta lo nota e lo fa notare.
Si evidenzia una cieca ostilità nelle foglie morte che turbinano intorno alle sue gambe durante una passeggiata.
Egli è sopraffatto da un senso di isolamento completo "no one left but God"(46), ma non troverà in Dio nessun conforto, poichè Dio, come egli lo chiama, è solo l'ultimo appello del disperato.
45) J.F. Lynen: "Op. cit. p. 153
46) R. Frost: "A Further Range", pag. 97
Al contrario "Bereft", sebbene scura, tenebrosa, non è una poesia pregna di disperazione dal momento che chi parla può riconoscere nel paesaggio la completa estensione della sua solitudine e quindi del suo coraggio.
Frost vede la natura come l'abitat ideale per una vita allo stato brado.
Come il suo rurale New England la natura gli evoca atteggiamenti paradossali: da un canto gli ideali, dall'altro tutto un mondo inferiore dove la vita è crudele, insensibile testimone dell'evolversi dell'umana conquista verso l'assoluto fisico e psichico dell'esistenza.
La natura è indipendente dall'uomo e, a conferma di ciò, basti ricordare i pascoli montani contenenti due realtà distinte: quella dove si combatte la lotta umana per la supremazia e quello dove vagano indisturbati gli esseri in miniatura: uccelli, farfalle, ragni ecc.
L'uomo non potrà mai penetrare il regno animale, ma la cosa è reciproca, grazie alla natura.
Un fiore può essere piegato da " a range finding bullet", ma le altre creature continueranno insensibili la loro esistenza.
Può infuriare una battaglia distruggendo uomini e cose, ma ciò non scalfisce l'equilibrio della natura, poichè vittoria, coraggio, sofferenza non hanno significato per la natura.
Frost è uno di quei sostenitori che il mondo naturale sia superiore a quello umano: è puro, semplice, innocente.
La crudeltà umana non può invaderlo, ne preoccuparlo.
Gli uccelli, i ragni non sanno cosa siano i proiettili, essi vivono meccanicamente, incapaci di recepire le grida di sofferenza dell'uomo morente.
Per l'uomo la morte è un assoluto, un dogma, e non solo un incidente di percorso.
L'uomo pensa, sente, soffre, la natura esiste soltanto e non ha pretese di nessun genere.
La guerra esprime follia e crudeltà, ma anche la chiara consapevolezza che l'uomo ha della vita, il bene supremo al di sopra della stessa natura.
La coscienza, entità assoluta, motore dell'anima distingue la vita dell'uomo da quella delle altre specie, rendendo così plausibile e concepibile il senso della morte.
Certamente a ciò si riferisce J.F. Lynen quando afferma che: "And by the same token, only the human act has ethical meaning"(47).
Il ragno è un semplice predone all'interno della sua ragnatela; l'accortezza degli uccelli verso i loro figli è solo puro e semplice istinto, solo l'uomo può reaggire con malizia o calcolo.
Individuiamo la sofferenza come soggetto della poesia di Frost sulla natura ed il forzato contrasto tra la stessa e l'uomo.
47) J.F. Lynen: "Op. cit. p. 155
Tale contrasto ci svela, però, la bellezza e l'orrore, l'amore e la solitudine.
L'effetto voluto in "Two look at two" è un perfetto esempio di analogia: una coppia fa una passeggiata su un colle di pomeriggio, ma sopraggiunge l'oscurità.
vvertiamo un comune disappunto per il naturale scendere delle tenebre e rimpiangono di non aver potuto inoltrarsi nel folto della natura che è così oscura e il "Failing Path" sarebbe pericoloso:
....." They stood facing this,
Spending what onward impulse they still had
In one last look the way they must not go,
..... " This is all, they signed,
"Good night to woods." But not so; there was
more".(48)
L'uomo e la donna non possono penetrare nella natura ed identificarsi in essa, sono costretti a fermarsi presso un simbolico muro:
"beyond this path is too dangerous".
Non tentano nemmeno:
"To stretch a proffering hand-
and a spell -breaking"
poichè il cervo scapperebbe via.
48) R. Frost: "New Hampshire ", pag. 79
Il loro unico modo per raggiungere la natura è il pensiero.
Frasi come "This must be all" e "it was all" echeggiano la triste conclusione di "The most of it", "And that was all"(49)
Il cervo è servito sicuramente da parallelismo tra l'uomo e la natura, anche se si evidenzia ancora abisso.
Il terrore dell'isolamento ed il piacere di cercare somiglianze sono aspetti di una unica visione del poeta che, partendo dalla globalità del mondo naturale, passa in rassegna meticolosa i sentimenti e le sensazioni che gli uomini provano in essa.
Lo stesso concetto si ricava anche dal "The oven bird", dove il poeta esalta il rammarico umano dell'estate e della primavera appena passata, allo stesso modo come colui che giudica la realtà ricordando un sogno:
"The question that he frames in all but words
Is what to make of a diminished thing."(50)
In "Devotion" il lido trattiene il mare in un abbraccio d'amore:
"The heart can think of no devotion
Greater than being shore to ocean-
Holding the curve of no position,
Counting an endless repetition"(51)
49) J.F. Lynen: "Op. cit. p. 154
50) R. Frost: "Mountain Interval ", pag. 21
51) R. Frost: "West Running Brook ", pag. 10
Paragonando questi gioiosi pezzi con "Design" e "Desert Places" si nota come un insignificante cambiamento di enfasi possa manifestare orrore e non più bellezza della natura.
In questo modo il poeta evidenzia una forte tendenza a personificare i soggetti, espediente molto comune nella poesia sulla natura.
Queste personificazioni ci suggeriscono un panteismo sentimentale, anche se non paragonabili ai gioielli letterari del Romanticismo: i Romantici fanno di esse metafore, quelle di Frost sono solo analogie estese.
L'ode di Keats "To Autumn" paragona la stagione ad una donna, viceversa Frost non sviluppa il paragone, ma suggerisce, attraverso una serie di mirabili immagini/sensazioni, la sua presenza nella scena autunnale.
L'umano ed il naturale non sono messi a paragone ma fusi insieme, come è comune a tutti i romantici compreso Keats.
Frost invece non fonde nulla, ma semplicemente studia le similitudini tra uomo e natura.
In questo modo l'analogia è solo la lente attraverso la quale egli esamina la natura la cui personificazione è solo analogia tra l'uomo e l'oggetto naturale.
La preferenza viscerale per la personificazione, il concepire l'uomo e la natura separati ma paralleli rende la poesia di Frost molto più simile alla tradizione fiabesca medioevale che alla poesia romantica, intesa nel senso pieno del termine.
Molto spesso le sue personificazioni sfiorano l'assurdo,come possiamo ben notare in "The runaway", dove il socievole si tramuta in qualcosa di lugubre, con tono oscuro, più somigliante alle tetri descrizioni byroniane.
A scanso di spiacevoli equivoci, Frost trasforma il suo discorso in humour, come è ben visibile nell'epigramma "Waspish":
"On glossy wires artistically bent,
He draws himself up to this full extent.
His natty wings with self-assurance perk.
His stinging quarters menacingly work.
Poor egoist, he has no way of knowing
But he is as good as anybody going".(52)
Gli animali vengono trattati in maniera comica, quasi a voler allontanare il pericolo dell'oscurità imputatagli.
Mentre tale humour potrebbe essere una necessità contro l'assurdo, la tecnica della personificazione serve a seri scopi.
Sarebbe spiacevole confondere la sua poesia individuandola come dei meri e leggeri versi.
"Departmental" può essere considerata una poesia comica, ma il suo humour ha lo scopo di presentare motivi seri, come ad esempio l'oscurità di certe usanze e l'indifferenza della società verso l'individuo.
52) R. Frost: "A Further Range ", pag. 98
A questo proposito il poeta individua la società come un formicaio, dove viene posto in luce l'assurdità delle alleanze dell'uomo con un ordine sociale impersonale:
"Ants are a curious race;
One crossing with hurried tread
The body of one of their dead
Isn't given a moment's arrest-
_________________________
Then word goes forth in Formic:
"Death's come to Jerry McCormic"(53)
La poesia descrive poi con sarcasmo la burocrazia parlamentare per le formalità di seppellimento di Jerry, la fredda professionalità del necroforo e la generale indifferenza del pubblico.
Nel porci innanzi la colonia di formiche come società il poeta mette in evidenza le similitudini tra i distorti assetti della burocrazia e le operazioni meccaniche degli insetti.
La vera essenza è il paragone stravagante che rende la poesia divertente, il voler per forza paragonare gli uomini alle formiche.
Frost raggiunge così una indiscutibile perfezione tecnica e lirica, ancora impegnato nel separare l'uomo dalla natura, fermo sostenitore che, sia l'una che l'altro siano opposti fautori delle loro individualità.
53) R. Frost: "A Further Range ", pag. 27
Possiamo affermare, concludendo, che il suo pastoralismo serve a percepire, in un mondo disorganizzato, quel senso dell'ordine e dell'unità che la vita richiede.
Egli cerca di dare valore alla percezione individuale, contro le conquiste della tecnologia moderna, in favore di un qualcosa di più semplice e conciso, da vedere, provare, ricordare e scrivere.
V CAPITOLOFROST IL POETA MODERNO
"A way between Imagism and Simbolism"
Cercare di circoscrivere il pensiero di un poeta è tanto impossibile quanto pericoloso, ma nel caso di R. Frost, possiamo iniziare con l'esplorare le sue poesie sulla natura e quelle a tema prettamente pastorale.
La doppia veduta che esse manifestano è una caratteristica dominante del pensiero centrale del poeta.
Per Frost la natura è il mondo di circostanze entro le quali l'uomo trova se stesso, è "the human situation", come si evince in "Bereft" ed in "Once by the Pacific".
In "The star splitter" il protagonista è scoraggiato dalle difficoltà del suo lavoro e compra un telescopio per osservare le stelle, le quali a loro volta, sembrano prendersi gioco di lui. La relazione tra uomo e natura rappresenta l'intero problema sollevato dalla contrapposizione della mente e delle cose, della vera esperienza dei sentimenti umani.
La costante preoccupazione del poeta per la distanza della natura manifesta il desiderio di accettare lo schema scientifico.
Il poeta che desidera essere fedele alla verità scientifica è posto innanzi ad un problema: se il mondo proposto dalla scienza fosse quello reale allora i sentimenti sarebbero solo dei valori assurdi, dei propositi irreali!.
Frost risolve questo problema attraverso la poesia sulla natura, e si può affermare con certezza che abbia affrontato la questione in maniera assai moderna.
Whitehead afferma che gli Scienziati del Rinascimento scoprirono e svilupparono la dottrina del Realismo e che essa ha dominato dal periodo "Western" sino ai nostri giorni.(54)
Ciò riassume molto bene il tema dominante in "The most of it".
Tale scoperta avrebbe difficilmente potuto influenzare il concetto della natura di Frost, che si era formato dal 1914, ben cinque anni prima della teoria sulla relatività.
Lo stesso Alexander Pope, che abbraccia con entusiasmo la nuova scienza, mostra un conflitto tra la legge naturale e la gerarchia dei valori.
Il comico, la satira di Pope deriva proprio dal fatto che dei principi fisici contraddicono alcuni aspetti del piano divino.
54) A. Whitehead " Science and modern world" N.Y. 1958 pag.18
I Romantici cercano di risolvere il problema di Dio sostenendo l'unità dell'uomo con la natura.
Ciò implica il fatto di rendere umana la natura e di accentuare i valori emotivi nella descrizione dei paesaggi.
I Vittoriani non imitarono i Romantici nel trattare la natura, ma pur avendo le loro caratteristiche distintive, le loro premesse sono simili.
La graduale perdita di fede nella natura romantica fu causata proprio dall'accrescimento dell'autorità della scienza, oltre che dell'esaurirsi lento e progressivo di una moda poetica.
In Wordsworth e Coleridge la descrizione della natura è intrisa di filosofia che la interpreta e la giustifica, ma nei Vittoriani questa struttura intelligente è assente.
Tennyson, nel suo "In Memoriam", non è coerente con la sua tecnica della descrizione della natura, contrariamente a Wordsworth nel "The Prelude".
M. Arnold, spesso, si trova nelle condizioni di rigettare le premesse descrittive della natura.
Solo verso la metà del secolo scorso la scienza riesce fortemente ad insidiare i principi romantici, sintetizzabili nella cieca fede nella natura come creazione divina.
Ma tutto ciò avviene in un periodo storico che noi già consideriamo vittoriano.
La poesia moderna cerca di risolvere il conflitto tra scienza e natura, inteso in senso poetico.
Viceversa l' "Imagism" rappresenta il tentativo di riportare la realtà, cercando di allontanare il più possibile le idee romantiche affermate; ma anche per loro il contenuto della poesia non fu la mera descrizione, ma la sensazione percepirla.
La caratteristica primaria della poesia imagista è quella di limitare la poesia alla pura percezione dei sensi.
Anche nel movimento Imagista si nota la stessa distinzione tra poesia e scienza, come era stata già propinata da Bacon e Hobbes: tra l'esperienza del senso che è soggettiva, e la superiorità del vero essere che è compresa dalla ragione.
Il Simbolismo, in seguito meglio dell'Imagismo, riuscì a fornire una risposta più esauriente e, i versi simbolisti di Pound, Eliot e Yeats rappresentano l'epica della modernità raggiunta dalla poesia.
L'apparente differenza della poesia di Frost con quella dei Simbolisti lo rende un "out sider" nel quadro contemporaneo.
Sostengo, viceversa, che Frost meriti in pieno l'appellativo di moderno,
sia per le sue poesie, sia come personaggio del ventesimo secolo, sia perchè, a far suo, tratta tutti quei problemi affrontati con sfrontato orgoglio dai simbolisti.
La connessione tra la sua arte e quella moderna appare più evidente della stessa somiglianza strutturale.