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Tra musica lirica e...classica

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Studi e Recensioni  a cura di Angela Raffaella Barile

 

L'AMORE E LA MORTE NEL TRISTANO DI WAGNER

Le pagine più belle di uno dei lavori monumentali del teatro musicale dell'800, il Tristano e Isotta di Wagner, sono il Preludio e la Liebestod finale del III atto, nota come Morte di Isotta. Con questi due brani,con I Maestri Cantori di Norinberga e con la Sinfonia n°1 di Bruckner, si é conclusa il 29 maggio scorso la stagione sinfonica del San Carlo, prima della pausa estiva, sotto la direzione del Mo. Gabriele Ferro, alla presenza di un pubblico entusiasta. Il Preludio e il Finale, adattati dallo stesso Wagner per l'esecuzione in forma di concerto, si integrano perfettamente in modo del tutto unitario, l'uno solo strumentale, l'altro anche cantato. L'opera non é Dramma ma, come lo stesso Wagner la definì, Azione, azione interiore, quel sentimento che l'autore non ha mai potuto realizzare ma che ha sempre sognato. Attraverso la dimensione del sogno l'amore s'innalza dal contingente e diventa realtá altra, passione intensa e desiderio irrefrenabile, nel quale i due amanti, Tristano e Isotta, perdono identitá l'uno nell'altra e trovano la loro unica liberazione nella morte. E' così che Wagner dá forma all'antico mito europeo dell'unione eterna nella morte; anzi aggiunge un nuovo elemento identificando la morte con la notte che diventa simbolo dell'annullamento dei due amanti. "O notte eterna, o dolce notte, e sempre interminabile notte d'amore; morte d'amore, notte d'amore! Quando tu ci avvolgerai e ci sorriderai, finalmente noi saremo liberi da ogni angoscia." Così i due amanti elevano l'inno alla morte. E' questo un tema specifico del Romanticismo tedesco e non solo; é proprio qui che l'opera si carica di significati filosofici e di suggestioni schopenhaueriane: la negazione della volontà di vivere. La scelta del tema del Tristano da parte di Wagner acquista trasparenza anche per altri motivi: la complessa personalitá del musicista, l'infelicità del suo matrimonio, il travolgente amore per Mathilde Wesendonck, il doloroso riconoscimento dell'impossibilità di realizzare il suo amore e la sua definitiva rassegnazione. Il discorso musicale del Tristano si sviluppa secondo il concetto wagneriano della Melodia infinita, una melodia che fluttua liberamente perché non é una melodia specifica di Tristano o di Isotta, in quanto essi non sono personaggi ma espressioni complementari di uno stesso concetto,il concetto di amore, sono simboli di una idea metafisica dell'amore che é talmente forte che tende a staccarsi dalla vita perché é tutta metafisica,non realizzabile sulla terra.Il linguaggio wagneriano é qui fortemente innovativo in quanto l'autore concilia quei due elementi visti come conflittuali tra di loro fino ad allora: strumentazione e melodia. La melodia diventa elemento portante della strumentazione e non é subordinata all'azione. Questo punto di vista cambia in Wagner il trattamento dei cosiddetti motivi-reminiscenza, Leit-Motive, perché se quei motivi che tornano dovevano pur sempre rientrare in una struttura chiusa o nella struttura del recitativo, dovevano ritornare uguali a loro stessi, invece ora essi stessi diventano Forma, cioé diventano il verso principale. I motivi wagneriani sono alla pari, non agiscono tra di loro, tutti esprimono la stessa cosa e sono fortemente cromatici. La musica infatti é carica di tensione per il suo intenso cromatismo, ossia per il modo di procedere tale da avere la sensazione che ogni nota costituisca la sensibile di una nuova tonalità senza alcuna risoluzione; ciò postula la necessità di una melodia infinita. Il cromatismo é un colore particolare che esprime ciò che non é statico, il sentimento; é come se i motivi appena annunciati tendessero a dissolversi. Apre e chiude il Preludio il motivo del desiderio che circola per tutta l'opera, simbolo della forza irresistibile dell'amore. Il cromatismo é accentuato dai timbri dei violoncelli e dell'oboe. Altro tema é il motivo dello sguardo,presentato dai violoncelli con una frase lunga, intensa proprio come uno sguardo appassionato. Occupa la parte centrale il motivo del filtro d'amore che si intensifica con l'intera orchestra. Altro tema é il motivo del filtro malefico, quando Isotta beve il filtro di morte. Questo tema, formato da tre sole note, é espresso dal clarinetto basso, fagotto e contrabbasso. Conclude il Tristano la celebre sezione della Morte di Isotta, una pagina che descrive la morte d'amore di Isotta dopo che, arrivata nel castello della Bretagna, trova Tristano colpito da una ferita mortale e gli si getta ai piedi, lo abbraccia mentre egli muore. Dopo un po' morirá anch'essa e nella morte si ritroveranno uniti dall'amore infinito. Il canto di morte non ha nulla di tragico.anzi esprime la più profonda tranquillità interiore; il tema si espande lentamente e sommessamente accompagnato dagli archi, poi il canto si fa più animato e la strumentazione più nitida. Mentre il corpo di Tristano si trasfigura si unisce il motivo della felicità nella notte, cui fa seguito una breve riapparizione del motivo del desiderio, finché il canto si espande accompagnato dagli archi, i legni e l'arpa; mentre la musica si fa sempre più avvolgente, la gioia di Isotta e la sua trasfigurazione si realizzano nella morte che la unisce per sempre a Tristano. A questo punto il cromatismo del motivo del desiderio non é più sospeso,ma, per la prima volta nell'opera, approda a una soluzione. In tal modo esso simboleggia l'appagamento che la notte e la morte concedono ai due amanti. L'opera costituisce un unicum nella produzione wagneriana perché basata sull'azione interiore universale in cui il motivo della sofferenza é il motivo dell'amore, il motivo dell'amore é il motivo della morte; motivi che Wagner ha intenzionalmente resi affini e concatenati tra loro.(30.06.01 ORE 20:43)